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LA STORIA DEL CONSORZIO

La prima importante struttura acquedottistica dell’ Appennino Modenese venne costituita con Decreto del Prefetto n° 45414/IV il 15 Gennaio 1954. Era il Consorzio Intercomunale “Acquedotto del Dragone”,  deputato al rifornimento di acqua potabile ai Comuni di Montefiorino, Polinago, Prignano sul Secchia a Lama Mocogno. Successivamente, nell’ anno 1971, hanno aderito anche i Comuni di Pievepelago, Pavullo nel Frignano, Palagano e Serramazzoni. Nel 1994 il Consorzio è stato trasformato in Azienda Consortile. La sede legale ed amministrativa è situata a Montespino di Palagano, a quota 1015 slm, luogo di ubicazione dell’ impianto di potabilizzazione. Gli impianti della struttura acquedottistica spaziano dalle più alte cime dell’ Appennino fino ai margini della pianura padana adducendo acqua di sorgente ad una popolazione che può arrivare, nei periodi di maggior movimento turistico, fino a 90.000 persone. Vanto della struttura è la qualità dell’ acqua distribuita che, in virtù dei luoghi incontaminati ove sono ubicate le sorgenti, può fregiarsi di un’ eccellenza difficilmente riscontrabile nelle comuni acque oligominerali in commercio. Le condutture idriche, le strutture d’ accumulo e le altre dotazioni sono state rinnovare pressochè completamente a partire dagli anni  ‘80 per cui l’ intera struttura risulta essere moderna, snella e funzionale.

L’ intero processo, dalla captazione dell’ acqua alla sua consegna ai clienti, è gestito da un sistema di telecontrollo che permette, tra l’ altro,  di mantenere le perdite di rete entro il limite del 5% della risorsa captata.  L’Acquedotto del Dragone ha una struttura fisica formata da diverse unità, che si elencano  a seguito: unti di captazione, 27 serbatoi, 1 invaso artificiale in località Mandriato (Palagano), 1 impianto di potabilizzazione, 10 punti di clorazione.Le condotte adduttrici, in acciaio ed in ghisa sferoidale, raggiungono una lunghezza complessiva di circa 140 Km, con diametri nominali da 100 a 300 mm. Il territorio attraversato dalle tubazioni  interessa due comunità montane e dieci comuni, per un’ estensione complessiva di Kmq. 756,95.

Gli Enti Soci, pur avendo optato di conferire il servizio di distribuzione dell’ acqua all’ utente finale ad altre realtà, hanno voluto riconfermare una gestione separata del servizio di captazione ed adduzione della risorsa idrica, riconoscendo all’ Acquedotto Dragone la professionalità e la competenza maturata in un cinquantennio di esperienze tradottosi in continui aggiornamenti, ampliamenti, ammodernamenti e migliorie tecniche volte a salvaguardare l’ integrità  del patrimonio idrico montano, il tutto a vantaggio di un’ utenza sempre più esigente e pronta ad apprezzare le peculiarità di un servizio di qualità.
Dalla nascita del Consorzio all’ odierna Società di capitali si sono succeduti alla presidenza ed alla rappresentanza legale della struttura acquedottistica  personaggi che hanno scritto la storia dall’ appennino modenese:
Castagnetti Giuseppe (1954/1959), Muzzarelli Nelso (1960/1977), Candeli Bartolomeo (1977/1979, Casolari Ermenegildo (1980/1990), Paladini Maurizio (1991/1992), Ciocci Ezechiele (1992/1994), Meldi Giovanni (1995/1996), Barbieri Guido (1996/2003).
Dalla fine del 1994 al 2003 la Rappresentanza Legale dell’ Ente è stata affidata al Direttore Generale geom. Marziano Balducchi.
Nel 2002 ha mutato ragione sociale diventando società di capitali assumendo la denominazione di Acquedotto Dragone Impianti Spa.
Nel Giugno 2003 è stato scisso il ramo d’ azienda corrispondente al servizio con contestuale costituzione di Acquedotto Dragone Servizi Srl, partecipata dagli stessi Enti Locali.

Logo originale dell'acquedotto del dragone Decreto Prefettizio 45414 nella storia